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Regolamento UE 2024/3005: dal 2 luglio 2026 nuove regole per il mercato del rating ESG

Dal 2 luglio 2026 il mercato dei rating ESG ha cambiato passo. Con l’entrata in applicazione del Regolamento (UE) 2024/3005, l’Unione Europea introduce per la prima volta un quadro normativo dedicato ai fornitori di rating ESG, con l’obiettivo di renderli più trasparenti, affidabili e comparabili.

Una svolta attesa in un mercato cresciuto rapidamente negli ultimi anni, ma caratterizzato da metodologie spesso eterogenee e poco confrontabili. Le nuove regole puntano a rafforzare la fiducia di investitori, imprese e istituzioni, contrastando il rischio di greenwashing e social washing e favorendo decisioni basate su informazioni più solide e verificabili.

Quali sono le principali implicazioni

Il regolamento stabilisce requisiti organizzativi e di trasparenza per tutti i fornitori di rating ESG che operano nel mercato europeo.

Tra le principali novità figurano:

  • l’obbligo di autorizzazione da parte dell’ESMA (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) per i fornitori stabiliti nell’Unione Europea;
  • la pubblicazione delle metodologie, dei modelli e delle principali ipotesi utilizzate per elaborare i rating;
  • la distinzione tra valutazioni ambientali (E), sociali (S) e di governance (G). Qualora venga fornito un rating aggregato, dovrà essere chiaramente indicato il peso attribuito a ciascuna componente;
  • misure per prevenire i conflitti di interesse, vietando ai fornitori di svolgere contemporaneamente alcune attività incompatibili, come consulenza, revisione contabile, emissione di rating del credito o gestione di indici di riferimento.

Il regolamento introduce inoltre un diritto di verifica per le imprese valutate: prima della pubblicazione del primo rating, il soggetto interessato dovrà essere informato con almeno due giorni lavorativi di anticipo, così da poter segnalare eventuali errori fattuali.

La vigilanza sarà affidata all’ESMA, che potrà effettuare controlli, richiedere informazioni e, nei casi più gravi, revocare l’autorizzazione o applicare sanzioni fino al 10% del fatturato netto annuo del fornitore.

A chi è rivolto

Le nuove disposizioni riguardano i fornitori di rating ESG che distribuiscono le proprie valutazioni nell’Unione Europea, sia se stabiliti all’interno dell’UE sia, in determinate condizioni, se operano da Paesi terzi.

Restano esclusi, tra gli altri, i rating ESG destinati esclusivamente a uso privato, quelli elaborati internamente dalle imprese finanziarie, i rating del credito, i dati ESG non trasformati in un giudizio e i rating emessi dalle banche centrali per finalità non commerciali.

Per i piccoli fornitori è previsto un regime transitorio di tre anni, con requisiti semplificati prima dell’autorizzazione completa.

Da quando si applica e quali sono i prossimi passi

Il Regolamento (UE) 2024/3005 è già applicabile dal 2 luglio 2026.

I fornitori già operativi hanno dovuto comunicare all’ESMA entro il 2 agosto 2026 l’intenzione di proseguire l’attività e presentare la domanda di autorizzazione entro i quattro mesi successivi. Per i piccoli fornitori già esistenti il termine per informare l’Autorità è fissato al 2 novembre 2026.

A partire dal 1° gennaio 2028, le informazioni sui fornitori e sui rating ESG saranno rese disponibili anche attraverso l’European Single Access Point (ESAP), contribuendo a rendere il mercato ancora più trasparente e accessibile.

Per le organizzazioni che utilizzano i rating ESG nelle proprie decisioni o strategie di sostenibilità, il nuovo regolamento rappresenta un passo importante verso un sistema di valutazione più comparabile e orientato alla qualità delle informazioni.

 

Contenuto assistito da strumenti di Intelligenza Artificiale.

Stefano Piovani

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