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Piano d’azione per l’economia circolare (Commissione Europea)

Entro il 2050 si prevedono consumi pari alla quantità di risorse di tre pianeti come la Terra e un aumento del 70% della produzione di rifiuti. A rivelarlo è il Piano d’azione per l’economia circolare della Commissione europea che, attraverso accorte politiche in tema di ciclo di vita dei prodotti, indica la via per centrare l’obiettivo di neutralità climatica.

Preso atto che la linearità dell’attuale modello “prendi-produci-usa-getta” non sia più sostenibile, occorre muovere sempre più verso un’economia circolare, rispettosa dell’ambiente, in grado di ottimizzare le risorse e minimizzare gli sprechi. Un modello di crescita, quello circolare, capace di restituire al pianeta più di quanto non gli si chieda. Questo cambiamento deve partire da una produzione e un consumo più consapevoli e attenti all’ambiente. Il tutto, secondo regole che permettano di gestire al meglio i rifiuti ed evitino il più possibile alle risorse di diventare esse stesse materiale di scarto.

Inserito nell’European Green Deal, infatti, il Piano d’azione per l’economia circolare prevedere regole per progettare e produrre prodotti che funzionino al meglio, siano durevoli e riutilizzabili, non tossici, aggiornabili e riciclabili, facilmente riparabili, efficienti in termini di risorse ed energia e contengano materiale riciclato. L’obiettivo è quello di azzerare i rifiuti e trasformarli in risorse secondarie di alta qualità. Ma non solo. Infatti, sono previste azioni per impedire che prodotti non ritenuti sostenibili possano entrare nel mercato europeo.

L’idea è quella di creare un sistema europeo capace di raddoppiare in dieci anni lo sfruttamento di materie prime secondarie di alta qualità e di mantenere elevati standard di competitività, pur separando la crescita economica dall’utilizzo diretto delle risorse. Il piano della Commissione europea prenderà il via con azioni concrete sulle sette catene di valore che utilizzano più risorse e produco più rifiuti e che, quindi, necessitano maggiormente di essere ripensate: batterie e veicoli elettrici, imballaggi, plastica, tessile, elettronica e informatica, costruzioni ed edilizia e settore alimentare. Solo con questo cambio di prospettiva sull’intero sistema produttivo si potrà generare valore e sostenibilità dove oggi impera uno spreco non più tollerabile. Portando così compimento il Piano d’azione per l’economia circolare.

admin

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