CSR MAGAZINE

Energia, clima, mobilità: gli scenari in evoluzione

Per le imprese e le realtà che operano nel settore automotive, il prossimo futuro presenta sfide importanti in tema di mobilità, sempre più legata al risparmio energetico e alla salvaguardia dell’ambiente. Perché, anche e soprattutto dai cambiamenti della mobilità si gioca la fondamentale partita della lotta al cambiamento climatico.

Un’industria chiamata a cambiare marcia

L’industria automotive è chiamata a ribadire l’importanza di vedere tutto il settore evolvere e, in un certo senso, guidare il cambiamento verso un mondo più sostenibile, green e interconnesso. Interconnessione e connettività sono, infatti, tra i concetti principali emersi durante il dibattito sul tema. La mobilità del futuro non può, di fatto, prescindere dalla tecnologia, dalla condivisione e dalla collaborazione di tutti i suoi protagonisti: dalla grande impresa alle Pmi, partendo dalle istituzioni e dalle scelte che ognuno compie nella sua quotidianità.

Occorre, dunque, operare per iniziare a concepire, in modo diffuso e condiviso, la mobilità come un servizio. La società deve, cioè, fare proprio il concetto di MaaS (Mobility as a Service), per far sì che la mobilità passi dall’essere considerata come un bene posseduto a essere un bene a cui si accede tramite un servizio, capace di aggregare e integrare a ogni livello (pagamenti, pianificazione, accesso e gestione) l’offerta di mobilità pubblica e privata che caratterizza un determinato contesto.

L’importanza dei dati

Una mobilità tecnologica vuol, infatti, dire condivisione delle informazioni e delle abitudini, per creare sistemi di informazione che, partendo dai dati raccolti, per esempio, dalle modalità di utilizzo della propria autovettura, forniscano nel dettaglio consigli e suggerimenti personalizzati per migliorare la guida e per renderla più sicura e sostenibile. In questo modo, si riducono i consumi, si ottimizzano le emissioni e, attraverso speciali programmi di fidelizzazione e premio (gamification), si riconoscono e gratificano le buone prassi messe in atto nel quotidiano, per esempio con compensazione di CO2 o sconti.

Ma questi dati risultano fondamentali anche per le realtà del comparto automotive che potranno utilizzarli per formulare piani di crescita, strategici e logistici cuciti al meglio sulle reali necessità dei propri clienti; per esempio, ottimizzando percorsi degli autobus e suggerendo i migliori ai propri utenti, oppure, incrementando il servizio, optando per percorsi alternativi per incontrare un maggior numero di necessità palesate dagli utenti e riducendo, così, anche l’impatto sull’ambiente.

Collaborazione attiva e sostenibile

Al tempo stesso, è di angolare importanza, la collaborazione delle amministrazioni locali e nazionali, per rinnovare, fare manutenzione e aggiornare le infrastrutture, incentivare il passaggio alla mobilità sostenibile, condivisa e flessibile e, attraverso lo stanziamento di fondi, finanziare le iniziative più virtuose e rendere le città delle vere e proprie smart cities sfruttando la ricchezza di informazioni restituite dagli open data.

In questo contesto risulta, poi, decisiva una concreta partnership tra le imprese del trasporto pubblico, così da renderlo più coeso, comodo e accessibile. Lavorare, per esempio, per garantire coincidenze tra treni e pullman, oppure per garantire ai clienti un servizio di sharing negli hub di partenza e arrivo, sono piccole-grandi accortezze che permettono di abbattere il muro dell’abitudine e avvicinare i privati alla mobilità pubblica.

Benefici per tutti

L’automotive deve, inoltre, operare scelte e cambiamenti lungo l’intera catena di approvvigionamento in ottica ESG, prediligendo fornitori e partner più attenti, certificati e sostenibili per, ad esempio, le forniture di materie prime, lo smaltimento dei rifiuti o, ancora, l’abbattimento delle emissioni di CO2, senza trascurare il rispetto delle persone, facendo particolare attenzione a tematiche di inclusione sociale e lavorativa.

In tutto ciò, ogni azienda, anche e soprattutto della pmi, è chiamata a compiere passi importanti abbracciando il cambiamento con iniziative di rinnovo della flotta aziendale, soluzioni di noleggio di veicoli a breve o lungo termine e sempre più plug-in ed elettrici. Senza trascurare la possibilità di incentivare con campagne ad hoc e iniziative concrete l’accesso, tra i propri dipendenti, alla micro-mobilità (biciclette e monopattini). Questo permette, inoltre, di avere personale più in forma, più consapevole e in salute, il che si traduce in un aumento della produttività.

kore

Gli obiettivi della strategia per la parità di genere 2020-2025 della Commissione europea

Leggi l'articolo

Rating ESG: uno sguardo alle aziende italiane

Leggi l'articolo

ISCRIVITI ALLA MAILING LIST
DEL NOSTRO MAGAZINE

per restare sempre aggiornato sui temi della CSR