CSR MAGAZINE

La tassonomia verde

Applicare la tassonomia alle attività economiche significa rendere classificabili univocamente investimenti, attività e gestioni finanziarie in modo da poterne comprendere al meglio il grado di sostenibilità e guidare le scelte di aziende, investitori e governi verso un’economia maggiormente consapevole e sostenibile. Il tema è fondamentale perché mira a indirizzare il modo di concepire gli investimenti e fare azienda verso un crescente rispetto dell’ambiente.

Una guida per investire nel futuro

Ed è la stessa Commissione europea a porre la tassonomia verde al centro dell’Action plan on sustainable finance, il piano normativo di finanza sostenibile che punta a ridurre l’impatto ambientale dell’economia e che dovrebbe entrare in vigore a fine 2021. Attraverso la tassonomia verde, l’Ue punta infatti a classificare le attività economiche sostenibili, fornendo ad aziende, investitori e governi una vera e propria guida pratica su come investire in attività economiche che contribuiscono a un’economia priva di ripercussioni negative sull’ambiente.

Valutazioni e rallentamenti

Per attuare questa valutazione, la tassonomia verde si baserà su una lista di criteri tecnici, soddisfatti i quali verrà concesso il bollino di attività sostenibile. Proprio su questo punto, però, l’Ue ha dovuto rinviare la questione a causa dell’opposizione di alcuni Paesi. Il motivo di questa opposizione è da ricercare nell’enorme mole di capitali mossa da queste tematiche e dalla volontà di molte realtà di non vedere preclusa la possibilità di accedere a questi investimenti. Questo è particolarmente vero in tema di nucleare (Francia in primis) e gas naturale, con gli stati dell’Est europeo che non vogliono essere penalizzati.

I sei obiettivi della tassonomia verde

In attesa che la situazione si sblocchi, la tassonomia verde individua sei obiettivi ambientali e climatici:

  1. mitigazione del cambiamento climatico;
  2. adattamento al cambiamento climatico;
  3. uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine;
  4. transizione verso l’economia circolare;
  5. prevenzione e controllo dell’inquinamento;
  6. protezione della biodiversità e della salute degli eco-sistemi.

I criteri che definiscono la sostenibilità

I tre criteri tecnici chiave scelti in tema di tassonomia verde per definire sostenibile un’attività sono:

  1. deve contribuire positivamente ad almeno uno dei sei obiettivi ambientali e climatici;
  2. non deve produrre impatti negativi su nessuno degli altri obiettivi;
  3. deve essere svolta nel rispetto di garanzie sociali minime.

Nella prima fase, la tassonomia verde e i criteri tecnici riguarderanno solo i primi due obiettivi ambientali e climatici, e cioè: la mitigazione del cambiamento climatico e l’adattamento al cambiamento climatico, per andare poi piano piano a perseguire al meglio ogni alto obiettivo e creare un’economia sempre più attenta alle tematiche ambientali.

kore

Il nuovo Dlgs nazionale italiano e la Direttiva 2022/2464 del Parlamento Europeo

Leggi l'articolo

Investire nel futuro: vantaggi economici della finanza sostenibile

Leggi l'articolo

ISCRIVITI ALLA MAILING LIST
DEL NOSTRO MAGAZINE

per restare sempre aggiornato sui temi della CSR

Indirizzo Email(Obbligatorio)
Consenso(Obbligatorio)