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GRI Standard: Processo di rendicontazione e nuove linee guida

Dal primo gennaio 2023 entreranno in vigore i nuovi GRI Standard. I principi globali di riferimento per il sustainability reporting si aggiornano, per una valutazione dell’impatto della propria attività sull’ambiente e la società sempre più precisa e aderente agli standard internazionali di riferimento.

Parliamo di un’aderenza importante ai principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, alle linee guida dell’Ocse per le imprese multinazionali e sulla due diligence per una condotta aziendale responsabile, ma anche agli Standard internazionali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e ai Principi di governance globale dell’Icgn.

Un aggiornamento necessario

Dopo la revisione delle vecchie linee guida (GRI G4 Guidelines) del 2016, i GRI Standard tornano ad aggiornarsi con la pubblicazione, lo scorso 5 ottobre, delle nuove direttive, che entreranno ufficialmente in vigore il prossimo primo gennaio.

Il processo di modifica voluto dal Global Sustainability Standards Board (Gssb), l’organismo indipendente di definizione degli standard GRI, rinnova le linee guida rilasciate oltre 5 anni fa al fine di migliorare le modalità attraverso cui le realtà imprenditoriali le utilizzano per comunicare il proprio report di sostenibilità e, dunque, il proprio impatto sull’ambiente, la società e l’economia, rendendole maggiormente allineate ai principali standard intergovernativi in tema di diritti umani e sostenibilità.

Una rendicontazione più trasparente e di qualità

Grazie ai nuovi GRI Standard, che allargano e consolidano i concetti chiave come quelli di impatto dell’azienda, due dilegence, temi materiali e stakeholder, la rendicontazione sarà più coerente e di qualità, guidata da un processo che supporterà le aziende nella presentazione di una documentazione più trasparente, mirata e che permetterà a partner, stakeholder e soggetti interessati una più facile lettura e consultazione del documento e dei cosiddetti temi materiali.

L’aggiornamento permetterà alle aziende di avere una rendicontazione più facilmente comparabile, utile a semplificare il processo di adeguamento ai dettami trasmessi dalla direttiva comunitaria in tema di rendicontazione della sostenibilità e ai programmi di rendicontazione del valore aziendale della Fondazione Ifrs.

Nuovi GRI Standard universali e Standard di settore

Altro tassello importante dell’aggiornamento riguarda l’introduzione degli Standard di settore: GRI dedicati appositamente a 40 differenti settori che si occuperanno di settori specifici come l’agricoltura, la pesca, il carbone ecc. Al momento è stato pubblicato solo quello relativa al settore Oil&Gas.

La maggior parte dell’aggiornamento è, però, riferita all’introduzione dei tre GRI Standard universali (GRI 1: Foundation 2021, GRI 2: General Disclosure 2021 e GRI 3: Material Topics 2021), che andranno a sostituirsi ai GRI 101, 102 e 103 del 2016. Il primo fa riferimento alle modalità di utilizzo dei GRI Standard, il secondo spiega come riportare le informazioni relative all’organizzazione, il terzo si configura come una specie di guida per i temi materiali e spiega come usare gli Standard di settore.

Ulteriori cambiamenti

Per quanto riguardi i cosiddetti Topic GRI Standard (GRI 200, 300 e 400), le modifiche sono irrisorie, ma costringono chi li ha già utilizzati ad una revisione in conformità con gli Standard universali e, nel caso, con quelli di Settore.

Quello che, invece, apporta una considerevole novità è la fine della distinzione tra il livello di base e avanzato (le cosiddette opzioni Core e Comprehensive), che permetteva alle aziende di scegliere se rendicontare solo su alcuni aspetti del GRI 102, oppure su tutti. Dal primo gennaio 2023, salvo rare eccezioni, non sarà possibile scegliere e si dovrà rendicontare ogni cosa.

Si aggiornano, poi, le definizioni di Stakeholder, che diventa più chiara e fa maggiormente riferimento agli impatti dell’azienda sui soggetti di interesse; le modalità di identificazione dei temi materiali, con l’introduzione del concetto di “tema” a rappresentare l’impatto dell’azienda sui fattori ESG; e, l’analisi di materialità, che ora fa riferimento al processo di due dilegence, ponendo come centrale l’impatto (positivo o negativo – effettivo o potenziale) dell’azienda sui temi materiali, da valutare secondo gli standard di riferimento e coinvolgendo gli stakeholder in maniera preliminare alla stesura del report di sostenibilità.

kore

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