CSR MAGAZINE
30 Settembre 2026
Global Gender Gap Report 2026: l’Italia resta indietro sulla parità economica
La parità di genere avanza, ma non alla stessa velocità ovunque. E soprattutto, non in tutti gli ambiti. Il Global Gender Gap Report 2026 del World Economic Forum mostra quest’anno un quadro in miglioramento, ma ancora segnato da forti differenze tra regioni e Paesi. A livello globale è stato colmato il 69,2% del gender gap complessivo; in Europa si sale al 75,7%. L’Italia, purtroppo, si ferma al 70,8%. Ed è proprio sul fronte economico, ovvero partecipazione al lavoro, reddito, salari e accesso ai ruoli di leadership, che il divario resta più evidente e più rilevante anche per le imprese.
Europa sopra la media globale, ma il lavoro resta un punto aperto
Nel 2026 l’Europa torna al primo posto tra le regioni, con il 75,7% del gender gap complessivo colmato, davanti a Nord America e America Latina e Caraibi. Dal 2006 il risultato è migliorato di 7 punti percentuali e, mantenendo l’attuale ritmo, il report stima in circa 70 anni il tempo necessario per arrivare alla piena parità.
Il quadro cambia però quando si guarda alla dimensione economica. L’Europa ha colmato il 69,5% del gap in Economic Participation and Opportunity, che comprende aspetti come partecipazione al mercato del lavoro, reddito, uguaglianza salariale percepita per lavori simili e presenza nelle posizioni manageriali. Un dato significativo riguarda proprio la leadership: la parità nella rappresentanza tra legislatori, senior official e manager è passata dal 36,9% del 2006 al 52,9% nel 2026.
A livello mondiale, invece, Economic Participation and Opportunity si ferma al 61,7%, molto distante da Educational Attainment (96,9%) e Health and Survival (96,2%).
Italia: 83ª nel mondo e 121ª per partecipazione economica
È soprattutto nel confronto con il contesto europeo che emerge la distanza dell’Italia. Il Paese si colloca all’83° posto su 145 economie, con un indice complessivo di 0,708, cioè il 70,8% del gap colmato. Nel ranking europeo è 37° su 40 economie.
La criticità più marcata riguarda la dimensione economica: l’Italia è 121ª, con appena il 60% del gap colmato. Il punteggio scende allo 0,546 nell’uguaglianza salariale percepita per lavori simili e allo 0,400 nella rappresentanza tra legislatori, senior official e manager. La partecipazione alla forza lavoro raggiunge invece un indice di parità dello 0,709.
Il contrasto con l’istruzione è netto: nell’Educational Attainment l’Italia raggiunge 0,998, quindi una situazione prossima alla parità.
Per le imprese, il tema si sposta sulle opportunità di carriera
Il Report individua proprio nel lavoro una delle prossime frontiere della parità: non soltanto accesso all’occupazione, ma possibilità di costruire carriere produttive, resilienti e con prospettive di crescita, fino alle posizioni di leadership.
Per il sistema italiano, i dati suggeriscono quindi una questione concreta: una situazione vicina alla parità nell’istruzione non si traduce ancora in una pari partecipazione economica e nelle stesse opportunità lungo i percorsi professionali. È in questo passaggio, dalla presenza nel mercato del lavoro all’accesso ai livelli decisionali, che il gender gap diventa anche un tema direttamente rilevante per le organizzazioni.
La fotografia del 2026 mostra dunque due velocità: l’Europa continua ad avanzare, mentre l’Italia presenta ancora un divario rilevante soprattutto sul terreno economico. Per le imprese, osservare come il talento entra, cresce e arriva ai ruoli decisionali diventa una delle chiavi per comprendere dove la parità resta ancora incompleta.
30 Settembre 2026
Global Gender Gap Report 2026: l’Italia resta indietro sulla parità economica
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