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Economia circolare, i cinque cicli virtuosi per perseguirla al meglio

Abbracciare in modo pieno e concreto i principi di economia circolare è un passo che le imprese devono compiere. Per allineare il proprio modo di produrre secondo le linee guida dell’Agenda 2030, le realtà imprenditoriali sono chiamate a percorre il solco tracciato dai cinque loop (cicli) di economia circolare.

L’economia del futuro

Quella circolare è un’economia capace di autosostenersi e azzerare gli sprechi e il proprio impatto sull’ambiente e la società, cancellando totalmente il concetto di rifiuto per trasformare gli scarti in importanti risorse a sostegno dell’intera catena produttiva.

A un’economia di questo tipo punta l’Unione europea, con l’obiettivo di giungere a un’Europa meno dipendente dalle materie prime e più attenta al climate change, in una società più consapevole e informata; dalle aziende ai privati cittadini, passando per istituzioni e amministrazioni.

Rendere circolare la catena di approvvigionamento

In particolare, le aziende sono chiamate ad adattare i diversi livelli della propria catena produttiva ai cinque loop di economia sostenibile, così da giungere a un supply chain management che sia integralmente circolare e capace di chiudere, rallentare, intensificare, restringere e dematerializzare i cicli delle risorse.

Adattare i processi attuali della supply chain (e il suo management) ai principi dell’economia circolare è indispensabile per minimizzare l’impiego di risorse e ridurre la produzione di rifiuti ed emissioni, migliorando contestualmente l’efficacia operativa dell’azienda e generando indubbi vantaggi competitivi.

Sì, perché, con un su un mercato sempre più attento e sensibile alle tematiche delle sostenibilità, perseguire i cinque loop di economia circolare non rappresenta solo una necessaria e un’importante presa di coscienza, ma anche un’opportunità di crescita e sviluppo economico e tecnologico.

Chiudere

Il primo ciclo a cui le aziende sono chiamate a fare riferimento è il closing loop, o ciclo di chiusura, che si pone l’obiettivo di incrementare lo sfruttamento di prodotti e beni riutilizzabili, rigenerati e riciclati. In quest’ottica, le aziende devono lavorare sulla percezione del valore dei clienti per soddisfarne le esigenze e migliorare la loro percezione circa questo tipo di prodotti.

Rallentare

Gli slowing loops, o cicli di rallentamento, punta a prolungare i tempi di utilizzo dei beni tramite una progettazione a più lunga durata e un’estensione del ciclo di vita dei prodotti. Oggi, infatti, ancora troppe realtà mettono sul mercato prodotti “con una scadenza” credendo di poter autamentare i guadagni.

Non c’è, però, nulla di più sbagliato. Infatti, come rimarcato da un recente rapporto dell’UE, il potenziale economico della manutenzione e riparazione dei prodotti già esistenti è quasi quattro volte superiore al potenziale della vendita di nuovi prodotti.

Ecco perché è fondamentale che le aziende implementino un modello con servizi post-vendita che permetta di aumentare la vita di ogni prodotto e combattere le pratiche di obsolescenza programmata, che non forniscono alcun servizio di assistenza ai clienti e li portano ad abbandonare l’azienda.

Intensificare

Sotto la definizione di intensifying loop, o ciclo di intensificazione, ricade la capacità di massimizzare la produttività riducendo gli sprechi e introducendo nuove tecnologie. La condivisione delle risorse attraverso piattaforme di business che creano economie di scala capaci di ottimizzare la capacità esistente è un obiettivo centrale di questo loop, trainato dalla cooperazione.

Inoltre, il ciclo si intensifica anche grazie a un più elevato livello di servitization della catena di approvvigionamento, con modelli di business condivisi che permettono alle aziende l’accesso a determinate risorse senza la necessità di acquisirne la proprietà. In questo senso, sfruttare le risorse sottoutilizzate può aprire a opportunità di miglioria delle performance aziendali con impatto ambientale pari a zero.

Anche perché, e lo abbiamo visto recentemente con l’interruzione di molte supply chain a livello globale dettate dalla pandemia, grazie ai processi per l’intensificazione delle risorse, le aziende riescono a farsi trovare pronte per rispondere a ogni necessità dei clienti, minimizzando anche i rischi di blocco derivati proprio da una minore disponibilità delle materie prime.

Restringere

Il quarto ciclo è il narrowing loop. Anche in questo caso, come per l’intesifying, l’attenzione è rivolta alla riduzione dell’utilizzo delle risorse e degli sprechi, puntando alla massimizzazione della capacità produttiva. Per fare questo, il supply chain management deve lavorare per implementare strategie lean, just in time che permettano di aumentare l’efficienza della catena.

La digitalizzazione della supply chain è tra le sfide più importanti da affrontare. Un obiettivo che aiuterebbe a restringere in modo significativo i cicli, permettendo ai manager di rispondere alla domanda dei clienti senza dover aver scorte in eccesso.

Allo stesso modo, la produzione additiva, anche grazie all’utilizzo di tecnologie come la stampa 3D, concorre a restringere i cicli, permettendo di ridurre i costi di produzione e aumentare le prestazioni del prodotto finale.

Dematerializzare

In ultimo, il dematerializing loop, mira a dematerializzare i cicli all’interno della supply chain. Seguendo l’assunto usare meno per fare di più, il loop di dematerializzazione deve inevitabilmente passare dalla digitalizzazione dei processi e dei prodotti. Parliamo di tecnologie per la collaborazione digitale o prodotti che diventano servizi come, per esempio, gli ebook.

Per ovvie ragioni, gran parte dei processi e dei prodotti della catena di approvvigionamento non si presta alla completa dematerializzazione. L’obiettivo è, quindi, quello di ripensare la supply chain così da utilizzare in modo più efficiente le risorse più efficaci sul mercato e, nel caso, trovare soluzioni innovative e alternative per massimizzare le potenzialità di ogni materia prima e ottimizzare processi e prodotti.

Un cambiamento che riguarda tutti

Per arrivare a modellare una supply chain circolare che risponda e integri al meglio i cinque loop, è necessario il supporto di ricercatori e professionisti del settore, ma anche di istituzioni più attente e sensibili, capaci di accompagnare e sostenere l’impresa nel percorso che porta a una profonda trasformazione dei modelli di consumo, produzione, acquisto, delivery, recupero e rigenerazione.

In questo modo, oltre alla catena di approvvigionamento, le imprese hanno la possibilità di guidare il cambiamento e promuovere la consapevolezza nei consumatori, rendendo più sostenibile l’intero processo produttivo, continuando a generare profitto e ricavi.

kore

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