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Eco-investimenti in Europa: Italia leader nella Green Economy

Secondo quanto emerge dalla ricerca GreenItaly 2023, condotta sul valore della Green Economy da Fondazione Symbola e Unioncamere, l’Italia è leader in Europa per produttività delle risorse e riciclo.

Negli ultimi anni, oltre il 35% delle imprese italiane ha effettuato eco-investimenti su processi e prodotti a minor impatto ambientale e a maggior risparmio energetico e idrico, e – attualmente – il 65% delle PMI si dice impegnata nell’economia circolare.

Nonostante la Commissione europea abbia modificato gli indicatori sulle performance di circolarità, l’Italia si conferma al primo posto in termini di economia circolare. Infatti, quasi un quinto della produzione deriva da processi di riciclo di rifiuti di imballaggio, urbani e di apparecchiature elettriche e elettroniche. Il tasso di riciclo della Penisola è superiore di oltre 30 punti alla media UE e – nonostante il tasso già elevato – continuiamo a consolidare le nostre prestazioni. Questo rappresenta un ottimo risultato per la transizione ecologica e per lo sviluppo di un’economia sempre più circolare.

L’Italia si posiziona al primo posto anche per la produttività delle risorse, con un valore medio di 3,7 euro per chilo, al di sopra della media UE corrispondente a 2,5.

Secondo il VI Rapporto sull’economia circolare in Italia, realizzato dal Circular Economy Network e da ENEA, consumo di materiali, energie rinnovabili e dipendenza dalle importazioni di materie prime rappresentano però il tallone d’Achille su cui l’Italia deve ancora fare passi avanti.

Sotto il profilo dell’occupazione, le figure professionali legate alla Green Economy hanno avuto un incremento rispetto alle rilevazioni precedenti. Sono 3,2 milioni i lavoratori green in Italia: un numero incoraggiante, ma che testimonia una diffusione ancora sparsamente distribuita sui differenti territori. Tra le sezioni aziendali più interessate troviamo le aree progettazione e sviluppo, logistica e marketing e comunicazione.

Siamo di fronte ad un’Italia che punta sulla sostenibilità, sull’innovazione, sulle comunità e sui territori e che va nella direzione di un’economia più a misura d’uomo e che rende più competitivi nel mercato. Le imprese eco-investitrici che si prefiggono obiettivi green vedono crescite di fatturato superiori rispetto alle altre.

Nel 2022, l’Italia ha approvato la Strategia Nazionale per l’Economia Circolare, che prevede interventi per l’intera filiera e per misurare le performance di imprese, aree industriali, territori, cittadini-consumatori ed eco-design. Fa parte del PNRR e definisce alcuni obiettivi volti a diffondere pratiche e strumenti orientati alla sostenibilità, da porre in essere fino al 2040.

Secondo un’indagine realizzata tra dicembre 2023 e gennaio 2024, il 65% dei piccoli imprenditori intervistati dichiara di mettere in atto pratiche di economia circolare. Un dato che conferma la strada della sostenibilità che sta percorrendo l’Italia. Gli interventi riguardano prevalentemente l’uso di materiali riciclati, la riduzione degli imballaggi, gli interventi per la durabilità e la riparabilità del prodotto. Spesso, tutto ciò comporta anche una riduzione dei costi per le imprese in questione.

Le previsioni indicano un incremento di produzione, un aumento del fatturato, una crescita del numero degli occupati e un accrescimento delle esportazioni per le imprese che hanno investito nella Green Economy.

Per una transizione ecologica completa è necessario un cambiamento di paradigma nel modello economico, che punti ad un uso più efficiente delle risorse, ma è essenziale anche rendere consapevoli i consumatori mediante strumenti di conoscenza.

kore

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