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Donne e mondo del lavoro: tra conciliazione e innovazione

Il mondo del lavoro sta cambiando rapidamente e le donne stanno giocando un ruolo sempre più importante in questo processo di trasformazione. Accanto ai tradizionali carichi familiari, è cresciuta la loro presenza nel mondo del lavoro e aumentato il loro peso nei processi decisionali.

Tuttavia, in Italia sono ancora evidenti le differenze nelle condizioni di lavoro delle donne rispetto ai colleghi uomini. Emerge un minor tasso di occupazione, minori opportunità di ricoprire posizioni di responsabilità, retribuzione inferiore, maggiore esposizione a disagi e disparità. Inoltre, la conciliazione tra lavoro e vita privata rimane una sfida per molte donne, soprattutto per quelle con responsabilità familiari.

I DATI PARLANO CHIARO

Secondo alcuni dati dell’INL, nel 2021, 37.662 madri hanno lasciato il lavoro rispetto a 14.774 padri. Inoltre, 2 donne su 3 che si dimettono dal lavoro lo fanno per la difficoltà di conciliarlo con la cura dei figli.
Per aiutare a risolvere questo problema, molte aziende stanno adottando pratiche innovative. Ad esempio, molti datori di lavoro stanno offrendo opzioni di lavoro flessibili, come orari di lavoro part-time o lo smart working, per aiutare le donne a gestire i loro impegni lavorativi e familiari.
Altre stanno investendo in programmi di supporto per le madri lavoratrici, come l’accesso a servizi di cura per bambini e la possibilità di prendere licenze parentali retribuite. Queste iniziative possono aiutare le donne a sentirsi sostenute e incoraggiate a rimanere sul posto di lavoro.
Anche l’innovazione tecnologica sta giocando un ruolo chiave nel promuovere la conciliazione tra lavoro e vita privata per le donne. Ad esempio, molte aziende stanno utilizzando software di project management e strumenti di collaboration online per rendere il lavoro più efficiente e flessibile, permettendo alle donne di lavorare da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento.

ESISTE UNA CERTIFICAZIONE DI GENERE

Per combattere la disparità di genere, è stato emanato un documento dall’Ente Italiano di Normazione, l’UNI/PdR 125:2022, per fornire le linea guida alla preparazione di un sistema di gestione interno a un’organizzazione, dedicato alle politiche che realizzano e promuovono la parità di genere. La certificazione volontaria si rivolge a quelle aziende che vogliono dimostrarsi sensibili alla problematica e che intendono garantire un ambiente di lavoro paritetico.
Oltre a ridurre le disparità, l’obiettivo della prassi è quello di incoraggiare le aziende a superare gli stereotipi di genere.

L’attenzione ai temi sociali, di inclusione e diversità rappresenta per le aziende un vantaggio competitivo e concorrenziale, in quanto godono di una migliore reputazione e senso di fiducia, apparendo più attrattive agli occhi di consumatori, clienti e fornitori. Diversi studi hanno dimostrato che le aziende più inclusive, in cui ruoli operativi e di leadership possono essere ricoperti indifferentemente da uomini e donne, riescono a creare un valore più elevato.

La certificazione della parità di genere risulta quindi un obiettivo imprescindibile se un’azienda desidera aumentare la parità sociale, incoraggiare l’inclusività, promuovere l’equità e garantire pari retribuzione e opportunità a tutti i lavoratori.

kore

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