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Diversity&Inclusion (D&I): la nuova frontiera della sostenibilità aziendale

Negli ultimi anni, molto è stato fatto in tema di inclusione, rispetto e valorizzazione delle diversità. Tanto, però, ancora resta da fare. Adottare politiche di Diversity&Inclusion fa la differenza anche in azienda, rivelando importanti vantaggi a tutti i livelli, scopriamo come e perché.

Aziende chiamate a fare la differenza

Se c’è un ambito in cui la sostenibilità aziendale è chiamata a fare la differenza, questo è rappresentato dall’inclusione e abbattimento delle barriere erette dalla società in tema di diversità. Parliamo di un problema dalle mille sfumature, che non deve assolutamente essere banalizzato: gap salariale tra donne e uomini, ma anche discriminazioni razziali, religiose, di disabilità, di stile, pensiero, sessuali, orientamento politico, ecc. Perché le aziende possano considerarsi davvero sostenibili, tutto ciò deve essere eliminato.

In questo processo, adottare politiche di Diversity&Inclusion (D&I) risulta fondamentale. Con Diversity, infatti, si fa riferimento a quelle pratiche che permettono a persone completamente diverse tra loro di sentirsi pienamente e ugualmente parte dall’azienda, senza che le differenze condizionino i rapporti, le possibilità e i giudizi, rispettando e tenendo in considerazione le peculiarità di ognuno. Inclusion, invece, punta a far emergere queste diversità, per valorizzarle e permettere a tutti di contribuire attivamente al raggiungimento degli obiettivi comuni.

Come perseguire diversità e inclusione in azienda

Le aziende hanno compreso l’importanza di permeare la propria vision sulle buone prassi di Diversity&Inclusion anche grazie all’azione di norme e iniziative intraprese dalle istituzioni a livello europeo e nazionale, come le Carte della diversità. Perché questo abbia un seguito, spinga al cambiamento i dipendenti e non sia solo una mossa di facciata gridata da un comunicato o una pubblicità senza riscontri tangibili, è necessario, però, che l’azienda sia, anzitutto, credibile. Ciò vuol dire essere coerenti e sostenibili in ogni contesto e situazione, a partire dall’assetto dirigenziale e manageriale, che deve farsi fautore del cambiamento e dare il buon esempio, ma anche a livello di HR.

Importante, perciò, avviare corsi formativi e di educazione ad hoc e operare scelte di welfare e recruiting pienamente inclusive e capaci di agire trasversalmente, mutando e permeando la cultura aziendale. Solo in questo modo una realtà imprenditoriale può davvero arrivare a includere i principi di diversità e inclusione nella propria mission, abbattere i muri del pregiudizio e riscoprirsi “socialmente sostenibile”.

Un ulteriore passo verso il riconoscimento delle prassi di Diversity&Inclusion è rappresentata dalla nuova certificazione ISO 30415:2021 Human Resource Management Diversity and Inclusion. Stilata a maggio 2021, la certificazione permette alle aziende di veder crescere ulteriormente i ritorni positivi della sostenibilità sociale sul mercato e nei rapporti con i propri stakeholder.

Una spinta importante

L’adozione di politiche di D&I rappresenta, infatti, una grande opportunità di crescita per l’impresa. A confermarlo anche diversi studi, come quello condotto da McKinsey & Company che ha dimostrato come, grazie alle buone prassi di D&I le aziende abbiano il 33% in più di possibilità di assumere il ruolo di leader di mercato nel proprio settore. Ma anche i dati del Brand Diversity Index evidenziano come le realtà più inclusive riescano a influenzare le scelte d’acquisto dei clienti in misura maggiore, pari a oltre il +20% rispetto alla concorrenza.

Le motivazioni dietro questa capacità di spinta della D&I è da ricercare nella possibilità offerta a ogni dipendente di esprimersi al meglio, eliminando il timore di essere giudicato e, al tempo stesso, sentirsi al centro del progetto e al pari dei propri colleghi. Lavorare per eliminare il pregiudizio e i fattori che portano a denigrare una persona aiuta a creare un ambiente e una forma mentis inclusivi, per veder emergere il potenziale che la non accettazione della diversità inevitabilmente reprime.

A tutto ciò, occorre aggiungere la capacità della D&I di giocare un ruolo importante nell’employer branding. Un ambiente riconosciuto come inclusivo e socialmente sostenibile gode inevitabilmente di buona fama tra chi cerca lavoro e permette all’azienda di attirare i migliori talenti sul mercato.

Un vantaggio strategico non da poco, a cui si sommano gli effetti positivi sul grado di attaccamento e riconoscimento nei valori dell’azienda da parte dei dipendenti, la maggiore motivazione interna e la riduzione del turnover, per risultati migliori, sostenibilità condivisa, conseguente contenimento dei costi e la possibilità senza prezzo, per noi e per le generazioni future, di tagliare con il passato, imparando ad apprezzare e riconoscere la bellezza, il valore e l’importanza della diversità in un mondo fin troppo omologato.

kore

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