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2050: l’Europa sarà il primo continente carbon neutral?

I cambiamenti climatici degli ultimi anni hanno spinto l’Unione europea ad accelerare sulla questione ambientale. Il Green Deal è tra le misure più concrete intraprese dall’UE. L’obiettivo è quello di giungere a un regime carbon neutral entro il 2050.

Un’operazione non semplice e che necessita dell’apporto di tutti gli Stati membri, ma che permetterà all’Europa di diventare il primo continente carbon free capace di sostentarsi in maniera autonoma e di dire addio alla dipendenza dai combustibili fossili attraverso un’economica sempre più circolare e uno sfruttamento ottimale delle risorse.

Per perseguire lo scopo e gli obiettivi in agenda, l’UE ha predisposto che ben il 37% del Recovery Fund venga stanziato per dare risposte concrete ai problemi di cambiamento climatico. Un primo importante passo verso la rivoluzione sostenibile del Vecchio continente, a cui le imprese sono chiamate a prendere parte in modo attivo e decisivo.

Obiettivo 2030

Come evidenziato dal Green Deal europeo e vincolato dalla Legge sul clima, il piano fit for 55 verso la decarbonizzazione dell’Europa prevede un taglio delle emissioni di CO2 pari al 55% (rispetto ai livelli del 1990) entro il 2030.

I temi trattati dal fit for 55 sono molteplici, con proposte che riguardano praticamente ogni ambito economico, ambientale, sociale e industriale: dalla deforestazione a un sistema di tassazione sulle emissioni, dai combustibili fossi ai trasporti. Ma quali sono le principali direttrici su cui si muove il piano?

Rivoluzione nel trasporto

La prima è quella che impone di dire definitivamente addio la mobilitazione alimentata a benzina e diesel già entro il 2035 per arrivare poi, entro il 2050, a un taglio del 90% sul totale delle emissioni di CO2 legate al trasporto su strada, marittima e aerea.

I soli trasporti su strada concorrono, infatti, in una percentuale superiore al 20% del totale delle emissioni dell’Unione Europea. Il piano prevede di azzerare la vendita di veicoli alimentati a benzina o diesel entro il 2035, a favore di modelli elettrici e a idrogeno.

Restando in tema di trasporti, è previsto anche un sistema di tassazione ecologica del trasporto aereo, applicando in via preliminare un prezzo alla CO2 per poi giungere all’utilizzo largo e diffuso di carburanti sostenibili per tutti i voli con base di partenza negli aeroporti EU.

Edifici efficienti

Altro importante obiettivo è la cosiddetta renovation wave, o ondata di ristrutturazioni. Come sottolineato dal piano, infatti, oggi ben il 75% degli edifici non raggiunge standard accettabili di efficienza energetica. Un percentuale enorme visto anche che circa il 90% sarà ancora utilizzato nel 2050.

Secondo le proposte della Commissione europea, l’obiettivo è portare gli Stati membri a ristrutturare almeno il 3% della superficie degli edifici pubblici ogni anno, aumentando in parallelo dell’1,1% all’anno l’utilizzo di fonti di energia pulita per riscaldamento e raffreddamento, per giungere così entro il 2030 al 49% di rinnovabili per soddisfare i bisogni degli edifici.

CO2 e frontiere

Tra i passaggi più importanti per permettere all’Europa di giungere alla carbon neutrality entro il 2050 c’è anche il meccanismo di adeguamento della CO2 alla frontiera (Carbon border adjustment mechanism) che prevede l’integrazione del prezzo delle emissioni di fabbricazione per i prodotti extra-UE importati nel Vecchio continente.

Attraverso questo meccanismo, l’Unione punta a mettersi al riparo dalla concorrenza sleale di Paesi con politiche meno accorte sulle tematiche ambientali e del clima. Al contempo, però, si inducono anche le imprese europee a rivalutare la possibilità di spostare la propria produzione fuori dai confini comunitari.

Un deterrente importante, anche perché in questo precesso di decarbonizzazione dell’Europa le grandi aziende, ma anche la PMI e gli investitori, sono chiamati a giocare un ruolo fondamentale e attivo per trainare il cambiamento, agendo concretamente per rimodulare le scelte di investimento e la prassi produttiva.

Ultime proposte del Green Deal

Tra le ultime proposte del Green Deal europeo per giungere a un’economia finalmente circolare e portare l’Europa a essere il primo continente carbon free, rientrano anche i piani per frenare la deforestazione e per favorire la biodiversità, con interventi di bonifica e protezione del suolo.

Fondamentale, poi, la necessità di accelerare sull’azzeramento della produzione di rifiuti, che devono diventare una risorsa importante per l’intera catena produttiva. Attraverso processi di recupero e riciclo, si riduce la dipendenza dalle materie prime “vergini” e si restituisce nuova vita ai materiali recuperabili da quelli che fino a ieri erano considerati prodotti di scarto.

kore

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